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Germania. Neonazisti alla sbarra: Zschaepe rischia ergastolo
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Il neonazismo alla sbarra in Germania. Beate Zschaepe rischia la reclusione a vita nel processo che la vede imputata, assieme ad un gruppo di neonazisti, dell’omicidio di 10 persone.

A viso aperto solo la principale accusata, niente riprese per gli altri 4, descritti dall’istruttoria come membri di una cellula scoperta a fine 2011, soltanto dopo l’omicidio-suicidio di altri due neonazisti.

“Non abbiamo riscontrato alcuna evidenza del coinvolgimento di altre persone che fossero legate ai luoghi o che avessero relazioni con altri gruppi durante l’inchiesta. L’attività investigativa continua e terremo in conto ogni elemento” ha detto il Procuratore Federale Herbert Diemer.

Per lungo tempo le autorità tedesche avevano ritenuto responsabili delle uccisioni la mafia turca. La figlia di una delle vittime è stata ieri in aula per la prima udienza:

“Per quanto mi riguarda è stato estenuante, mi ha messo a disagio, è stato doloroso essere nella stessa stanza con gli accusati per ore, guardarli da vicino. Gli imputati sono stati provocatori, è stato stremante” è il racconto di Semiya Simsek.

All’esterno dell’aula di tribunale a Monaco un massiccio spiegamento di poliziotti non è riuscito ad impedire momenti di tensione tra la folla di manifestanti anti razzisti. Una donna è stata bloccata dalle forze dell’ordine mentre cercava di forzare il cordone formato dalla polizia.

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