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Siria: "raid Israele atto di guerra". La ribellione si ricompatta a Damasco

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Siria: "raid Israele atto di guerra". La ribellione si ricompatta a Damasco

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Il raid israeliano contro depositi missilistici siriani vicino a Damasco ricompatta la ribellione. Dopo i bombardamenti di ieri (il secondo raid in 48 ore, il terzo in un anno da parte di Israele) le fazioni ribelli siriane hanno lanciato un appello all’unità per sfruttare il momemnto di debolezza del regime di Damasco. Regime che ha immediatamente reagito all’operazione portata a termine dallo Stato Ebraico definendola “una dichiarazione di guerra” e denunciandola all’Onu.

“L’invasore israeliano ha compiuto una palese aggressione contro la Siria domenica 5 maggio sganciando missili contro una base militare siriana” ha detto il ministro dell’Informazione Omran Al-Zoubi.

Un’operazione che Israele non aveva concordato preventivamente con gli Stati Uniti ma che ha trovato l’appoggio della Casa Bianca, in linea con il principio di autodifesa dello Stato Ebraico. Il raid avrebbe infatti colpito rifornimenti missilistici iraniani destinati al movimento sciita libanese Hezbollah. Israele sta riposizionando le proprie truppe nel Nord del Paese, lungo il confine con il Libano e con la Siria.