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L’Iran smentisce. Le armi distrutte dal raid israeliano in Siria non erano di provenienza iraniana. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano all’Unione europea intervenendo ad un seminario dell’Università di Lovanio, in Belgio.

“Non si trattava di missili iraniani, come è stato detto- ha sottolineato Mahmoud Barimani. “Per quanto riguarda quel che ha fatto Israele è contrario ai principi fondamentali delle Nazioni Unite, provoca tensione nella regione e si tratta di un intervento di un paese straniero dentro la Siria. E’ un atto che deve essere preso seriamente”

Anche al CEPS, il centro di studi politici europei a Bruxelles l’attacco israeliano viene considerato come un’ingerenza di un paese straniero. Rym Ayadi è un’esperta di Medio Oriente: “Nessun paese nella regione puo’ andare in un altro paese e attaccare un presunto convoglio a meno che ci sia una chiara e comprovata minaccia e si voglia allora difendere i propri interessi di sicurezza nazionale. In questo caso, la minacca non è provata, quindi non vedo come un paese possa andare in un altro paese ed attaccare”

Anche la Commissione europea ha reagito, affermando di essere molto preoccupata per i recenti sviluppi della situazione in Siria e di temere un allargamento del conflitto.

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