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Siria: Israele "le armi non devono arrivare nelle mani dei terroristi"

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Siria: Israele "le armi non devono arrivare nelle mani dei terroristi"

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Cresce la tensione tra Siria ed Israele. Dopo la duplice conferma da parte di ufficiali israeliani, dei due raid portati a segno in territorio siriano contro scorte missilistiche, Damasco accusa Tel Aviv di aggressione.

Nessun commento ancora dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ma uno dei ministri del suo governo ha dichiarato:

“La politica dello Stato di Israele è che certi tipi di armi non devono arrivare nelle mani dei terroristi, è una politica importante, essenziale e deve essere perseguita”

In un’intervista alla Cnn il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal al Mekdad, ha detto che gli attacchi degli ultimi giorni sono “una dichiarazione di guerra” da parte di Israele, annunciando che la Siria potrebbe esercitare ritorsioni con i suoi modi ed i suoi tempi.

Moshe Maoz, analista, università ebraica:
“La Siria non può vendicarsi senza l’approvazione di Iran e di Hezbollah, solo l’Iran può approvare, perché l’Iran è il principale sostenitore di invio di armi. Presumo che l’Iran non voglia entrare in guerra ora, questo è il motivo per cui probabilmente continueranno a denunciare l’operato israeliano senza fare altro. Se mi dovessi sbagliare e decidessero di vendicarsi, non credo lo farebbero loro stessi, ma istruirebbero Hezbollah per farlo al posto della Siria. Ciò significherebbe entrare in guerra. “

Pesante anche la reazione iraniana, che tramite il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha invitato tutti i Paesi della regione a rimanere uniti a levarsi contro Israele.

“Questo evento conferma la teoria della Repubblica islamica per la recente crisi nella regione. Il motivo principale dietro la crisi in Siria è di voler minare il potere della resistenza regionale” – ha dichiarato il presidente del parlamento Iraniano-

Intanto l’esercito israeliano ha deciso di dispiegare due batterie dell’Iron Dome, lo scudo anti-missile, nel nord del paese, mettendo la Siria in una situazione ambigua. Se da una parte non rispondendo agli attacchi israeliani mostrerà la sua debolezza, dall’altra con un tentativo di riposta si troverebbe costretta a combattere su due fronti, contro le forze di opposizione armate e contro la ben consolidata macchina da guerra israeliana.