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Pasqua di austerity in Grecia, si resta a casa e si evitano sprechi


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Pasqua di austerity in Grecia, si resta a casa e si evitano sprechi

La chiesa greco-ortodossa celebra la pasqua in un clima più di speranza che di festa. Se in passato, la risurrezione rappresentava la voglia di liberazione dal giogo dell’impero ottomano, oggi per i greci, credenti e non, l’unico desiderio è l’uscita dalla recessione.

Con il tasso di disoccupazione più alto dell’euro zona, si fa buon viso a cattivo gioco e non si rinuncia a un giorno di festa: nessuna gita fuori porta, come accade sempre più spesso negli ultimi anni. In molti restano a casa, ma a tavola non manca l’agnello:

“Quando i prezzi sono abbordabili, la gente compra – spiega un macellaio di Atene – La qualità del nostro prodotto è eccellente e i prezzi sono bassi. Le persone, quindi, acquistano. Tuttavia, a causa della crisi economica, risparmiano sulla quantità”.

Per le strade e i mercati di Atene, è una corsa allo sconto, per sedurre una clientela sempre più provata dai tagli. Il menù ipercalorico che segue i 40 giorni di quaresima è salvo, ma resta la realtà di una produzione industriale al collasso.

“Per i greci ortodossi, il messaggio pasquale della risurrezione di Cristo simboleggia la prospettiva di cambiamento verso una vita migliore – conclude il corrispondente di euronews ad Atene, Stamatis Giannisis – Dopo sei anni di difficoltà economiche questo messaggio è diventato, per il popolo greco, più simbolico che mai”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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