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Bangladesh: OIL chiede nuove leggi e ispezioni nelle fabbriche

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Bangladesh: OIL chiede nuove leggi e ispezioni nelle fabbriche

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Nuove leggi per la tutela dei lavoratori, e ispezioni a raffica: sono le richieste dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro dopo il crollo del Rana Plaza, l’edificio di otto piani, di cui tre abusivi, nel quale sono rimaste uccise più di cinquecento operaie.
Subito dopo la tragedia, l’OIL ha inviato nel Paese una missione d’alto livello, guidata dal vice-segretario Gilbert Fossoun Houngbo:

“Credo che nell’immediato e nel breve termine sia importante ispezionare tutte le fabbriche attive, stiamo parlando di 6.500 fabbriche, e tutti i riscontri e le raccomandazioni devono portare ad azioni concrete. Il governo deve lavorare con i proprietari e le associazioni degli imprenditori”.

L’inchiesta di Dhaka intanto prosegue con l’arresto di un ingegnere, che il giorno prima del crollo aveva segnalato il pericolo. Segnalazioni ignorata dai proprietari. L’ingegnere è stato arrestato per aver contribuito a realizzare la costruzione.

E infuria la polemica in Occidente, dove erano diretti i capi d’abbigliamento realizzati nel Rana Plaza: alcune aziende, canadesi in testa, hanno già promesso indennizzi alle famiglie delle vittime. Il 60% dei capi era destinato all’Europa: capi in parte griffati. Ci sarebbe anche un marchio italiano.