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Bangladesh: sale il numero delle vittime a Dacca, mentre riparte l'industria tessile

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Bangladesh: sale il numero delle vittime a Dacca, mentre riparte l'industria tessile

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Il bilancio delle vittime continua a salire, in Bangladesh, otto giorni dopo il crollo del Rana Plaza. Almeno 433 i morti, mentre l’industria tessile si rimette in moto, dietro ordine del governo. “Tornate a lavorare oppure perderete il lavoro”, ha affermato il primo ministro, in parlamento.

Per la tragedia dell’edificio di 8 piani a Savar, periferia di Dacca, è stato sospeso il sindaco. Ha autorizzato la costruzione dell’immobile su un terreno a quanto pare paludoso e non avrebbe fatto chiudere le fabbriche quando è stata segnalata l’esistenza di crepe. Sono indagati per omicidio volontario il proprietario dell’edificio e due ingegneri.

Da un lato si piangono i morti, dall’altro si vive l’ansia per i dispersi, circa 140. Al Rana Plaza lavoravano oltre 3000 persone, pagate l’equivalente di 30 euro al mese. Contro queste condizioni di sfruttamento hanno manifestato decine di migliaia di persone, il primo maggio, a Dacca.