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L'eurozona scricchiola: sale la disoccupazione, scende l'inflazione

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L'eurozona scricchiola: sale la disoccupazione, scende l'inflazione

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La Banca centrale europea ridurrà i tassi di interesse. Gli analisti ne sono convinti, tanto che ora la discussione non riguarda più il ‘se’, ma il ‘quanto’: per Frederik Ducrozet, economista di Credit Agricole, c‘è la possibilità che vengano allineati a quelli americani, allo 0,25%.

Preoccuparsi per l’eccessivo aumento dei prezzi, d’altra parte, sembra tempo sprecato in Europa. A dirlo sono i dati Eurostat riferiti ad aprile: il tasso di inflazione nei Paesi dell’area dell’euro è stato dell’1,2%, in netto calo rispetto al mese precedente e ai minimi da più di tre anni.

Un calo principalmente riconducibile al crollo dei prezzi energetici: in Italia, ad esempio, la benzina è scesa del 4% annuo. Il che permette agli esperti di dare una “strigliata d’orecchi” a Mario Draghi e soci. L’obiettivo è di poco sotto il 2% e non deve essere superato in eccesso. Ma neanche in difetto, sottolineano.

Il mancato aumento dei prezzi sorprende fino a certo punto: la fiducia dei consumatori continua a calare, considerato che, sempre secondo i nuovi dati, a marzo il numero di persone senza busta paga ha raggiunto quota 19 milioni e 211 mila. Praticamente la popolazione della Romania.

Il tasso di disoccupazione è salito di altri dieci punti base dopo che, a febbraio, aveva raggiunto quota 12%. Una situazione che colpisce in particolar modo i giovani tra i 14 e i 25 anni: all’interno della media dell’eurozona, stabile al 24%, si nascondono situazioni agli antipodi: si parte dal 7,6% di Austria e Germania, passando dal 38,4% dell’Italia, per arrivare al 59,1% della Grecia.

Da Francoforte erano stati chiari: “taglieremo il costo del denaro se i numeri diranno che la situazione è peggiorata”. Dopo gli ultimi numeri, la parola passa decisamente nel campo della Bce.