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Caso Timoshenko, per la Corte di Strasburgo il carcere preventivo è stato illegale

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Caso Timoshenko, per la Corte di Strasburgo il carcere preventivo è stato illegale

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Una prima vittoria per l’ex Premier ucraina Julia Timoshenko: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha giudicato illegale ed arbitraria la decisione di detenerla in carcere in attesa del processo che nel 2011 l’ha condannata a 7 anni di reclusione per abuso d’ufficio.

I difensori dell’eroina della rivoluzione arancione hanno accolto la sentenza chiedendone la scarcerazione.

Serhiy Vlasenko, avvocato di Julia Timoshenko

“Per la prima volta non un’istituzione politica ma la più alta istituzione giuridica europea ha stabilito che il procedimento contro Julia Timoshenko non ha niente a che fare con la legge e con gli standard democratici”.

Dagli sviluppi del caso Timoshenko dipendono gli stessi rapporti tra Kiev e Bruxelles, che ha posto la scarcerazione dell’ex Premier come condizione per la firma dell’accordo di associazione prevista entro l’anno.

Amanda Paul, European Policy Centre:

“L’Unione europea ha detto chiaramente che non devono più esserci casi di giustizia selettiva. Queste dichiarazioni, unite al verdetto della Corte, mi fanno pensare che sia meno probabile, ora, la firma dell’accordo”.

I giudici non sono entrati nel merito del procedimento giudiziario né della condanna: reclami che sono stati presentati in un secondo momento e su cui la Corte dovrà esprimersi in futuro.