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Sparatoria a Palazzo Chigi: Preiti si dice disperato

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Sparatoria a Palazzo Chigi: Preiti si dice disperato

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L’interrogatorio di garanzia di domani potrà forse fornire qualche spiegazione in più sulla sparatoria davanti a Palazzo Chigi, nella quale sono rimasti feriti due cabinieri. Luigi Preiti ha affermato di volere prendere di mira i politici, ma la sua testimonianza resta confusa. Ora in isolamento al carcere di Rebibbia, ripete di non sapere cosa ha fatto, e di essere stato disperato.

Il neo premier Gianni Letta ha fatto visita a Giuseppe Giangrande, ancora in prognosi riservata nel reparto di neuropsichiatria del Policlinico Umberto I. “Vicinanza all’Arma dei Carabinieri, vicinanza alle nostre forze dell’ordine – ha detto Letta rispondendo alle domande dei giornalisti – e naturalmente vicinanza alla famiglia qui del brigadiere Giangrande, la figlia che ho trovato di una forza straordinaria. In questo momento veramente stringersi attorno alla famiglia, attorno alle forze dell’ordine. È il momento in cui ognuno deve fare il proprio dovere”.

Giangrande è stato raggiunto da un proiettile al collo e ha subito un grave danno al midollo. Non destano invece preoccupazioni le condizioni del collega Francesco Negri, come lui in sorveglianza quando Preiti ha aperto il fuoco. La procura di Roma non chiederà la perizia psichiatrica, mentre ha disposto una perizia tecnica sulla calibro 7,65, utilizzata.

Domani il governo riferirà in aula sulla sparatoria.