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Jeff e Tim Buckley, una storia unica

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Jeff e Tim Buckley, una storia unica

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Due stelle del firmamento musicale. Padre e figlio. Jeff Buckley agli albori della carriera musicale, alle prese con la gravosa eredità di Tim Bucley, padre sconosciuto e artista di culto. “Greetings from Tim Buckley” al Tribeca Film festival di New York, racconta una storia così unica da sembrare inventata, nel lavoro di Daniel Algrant, Jeff è il giovane attore Penn Badgley: “Se si guarda a Jeff Buckley, vale davvero la pena di soffermarsi su Tim Buckley, ed è quello che abbiamo fatto”.

Tim sta cercando di costruirsi una carriera come cantautore quando a 19 anni, il 16 novembre 1966, diventa padre e si dilegua, non conoscerà mai davvero il neonato Jeff, allevato dalla violoncellista Mary Guilbert, ragazza madre 17enne.

Tim incontrerà suo figlio solo poco prima di andarsene per un’overdose nel 1975, a 28 anni, quando Jeff ne ha 8.

Jeff Buckley diventerà a sua volta una star dell’indie-rock. Ma non vorrà interpretare nessuna delle canzoni di Tim fino al concerto tributo organizzato nel 1991, da cui prende le mosse il film.

“Ero consapevole della responsabilità karmica che avevo nei suoi confronti interpretandolo – afferma l’attore – questo aspetto è stato molto più importante di tutto il resto, anche della preoccupazione di cosa i fans avrebbero potuto pensare, chiunque apprezza la sua musica se vedrà questo lavoro, capirà cosa abbiamo cercato di fare”

L’arte di Jeff Buckley è il racconto di un’assenza, un istante, una donna, qualcosa che fugge inesorabile. La sua storia finisce la sera del 29 maggio 1997, mentre sta andando a registrare, si ferma con il furgone e si immerge nel Wolf River,affluente del Mississippi. Non ne esce più. La madre giurerà che droga e alcol non c’entrano.