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Ventisette anni dopo, l'Ucraina fa ancora i conti con le conseguenze di Chernobyl

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Ventisette anni dopo, l'Ucraina fa ancora i conti con le conseguenze di Chernobyl

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L’Ucraina ha ricordato il disastro nucleare di Chernobyl e ventisette anni dopo molti interrogativi restano ancora senza risposta. Mentre si lavora per costruire il nuovo scudo protettivo intorno al quarto reattore che esplose il 26 aprile del 1986, l’ex repubblica sovietica fa i conti con pesanti questioni ambientali e sanitarie.

Il sarcofago dovrebbe essere pronto nel 2015, mentre vicino a Kiev, a Ivankiv, una delle aree più contaminate, è stato inaugurato un ospedale dotato dell’attrezzatura per misurare i livelli di radioattività ed elementi chimici nel cibo, monitorare la contaminazione degli abitanti, e in grado di fornire consulenza per la prevenzione.

“Non è un segreto che questo territorio è ancora contaminato – dice Yuriy Bandazhevskiy, del centro scientifico e tecnologico ucraino – e nonostante il livello di alcuni elementi radioattivi come il Cesio 137 in alcuni prodotti sia più basso rispetto a dieci anni fa, è ancora molto pericoloso”.

Il centro è parte di un progetto europeo volto a sostenere gli abitanti dell’area di esclusione intorno a Chernobyl, teatro del peggiore disastro nella storia del nucleare civile il cui numero delle vittime non è ancora stato accertato. E alcuni esperti mettono in guardia su un’esplosione – nei prossimi decenni in Ucraina – di malattie correlate.