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Islanda al voto, opposizione favorita

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Islanda al voto, opposizione favorita

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Islanda alle urne con la mente rivolta all’austerità.
La crisi del 2008 è alle spalle, ma la crescita oscilla e molte famiglie rimangono indebitate.

La politica di rigore ha creato malcontento e rischia di costare cara alla sinistra al governo. La coalizione formata da socialdemocratici e verdi è data per sfavorita nei sondaggi.

L’esecutivo di Johanna Sigurdardottir può vantare il merito di aver quasi dimezzato la disoccupazione dal 9 al 5%, ma sconta il peso dell’insoddisfazione popolare generata dalle misure imposte per ottenere il prestito di 1,6 miliardi dal Fondo Monetario Internazionale.

A beneficiare del malumore dovrebbe essere l’opposizione di centro-destra. Il partito del Progresso e quello dell’Indipendenza sono contrari all’adesione del Paese all’Unione europea e in campagna elettorale hanno promesso la riduzione degli interessi sui mutui immobiliari.

Un messaggio che dovrebbe aver fatto presa in un Paese in cui una famiglia su dieci è in ritardo nei pagamenti delle rate per la casa e un terzo degli abitanti afferma di non riuscire a far fronte a spese impreviste, anche minime.

La crescita, che nel 2011 ha raggiunto un ottimo 2,6%, è scesa all’1,8 l’anno scorso e potrebbe ridursi ulteriormente.