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La Croazia, vantaggi e svantaggi della membership Ue

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La Croazia, vantaggi e svantaggi della membership Ue

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Wade Goddard, fotografo di guerra neoyelandese vive a Dubrovnik da venti anni. Da quando, giunto per un reportage, non è mai piu ripartito. Lo incontriamo nella sua galleria nel centro della città croata:“Gran parte della popolazione è andata avanti, ma esistono anche persone che hanno perso molto, che sono rimaste segnate, che non riescono a voltar pagina. E’ così in ogni guerra. Spero soltanto che entrare a far parte dell’Unione europea non abbia conseguenze disastrose come per la Grecia, il Portogalalo o la Spagna. In Italia ci sono molti problemi e l’Irlanda ha vissuto un inferno”

Con una ricchezza pro-capite pari al 60% della media europea, in molti credono in una nuova ondata d’immigrazione dalla Croazia, già a partire dal 1 luglio, data ufficiale d’ingresso del Paese nell’Unione. Non tutti, però, pensano sia una cosa negativa. Per Jany Hansel, a capo dell’organizzazione umanitaria Hesa“La Germania ha bisogno di lavoratori stranieri. Sono alla ricerca di croati. Conoscono le loro capacità e sono in attesa del loro arrivo”.

Da luglio la Croazia diventerà una delle frontiere esterne dell’Unione europea. Resta da risolvere il caso Dubrovnik, città separata dal resto del Paese da una striscia di terra appartenente alla Bosnia Erzegovina.

Ci racconta Nikola Dobroslavic, a capo del progetto Dubrovnik-Neretva:“Vogliamo costruire un ponte in grado di collegare le due parti della Croazia, che dal 1 luglio diventeranno due parti dell’Unione europea”.

La mobilità è vista dai croati in termini positivi. Il Paese spera nella formazione di una nuova classe dirigente composta da giovani cresciuti in Europa grazie a programmi come l’Erasmus. Nikolina Potrebica, coordinatrice per il programma Erasmus all’Università di Dubrovnik ammette:“Spero che non siano soltanto gli studenti ad andare in Europa, vorrei che la Croazia intera si aprisse agli investimenti stranieri, o che società estere decidano di aprire in Croazia. In questo modo i giovani potrebbero lavorare qui”.

Petra studentessa in scienze della comunicazione è uno dei tanti giovani verso cui la Crozia guarda con interesse. Ci racconta della sua esperienza di qualche mese in Austria:“Ho imparato molte cose utili. Cose che mi serviranno un giorno a livello professionale. Ho appreso molto sull’economia, ed è importante, perché, in questo momento lavoro nel turismo”.

Dal 1979 Dubrovnik, è tra le città patrimonio dell’Unesco. Un importante polo d’attrazione turistico del paese. Per la Croazia, il turismo è una risorsa imporantissima, il settore rappresenta circa il 15% del Pil nazionale.

Marina Kristicevic, dell’associazione guide turistiche di Dubrovnik racconta:“Assistiamo all’aumento di turisti dalla Turchia, l’Ucraina e la Russia. A partire dal 1 luglio per questi turisti sarà necessario il visto. Cosa che fino ad oggi non era necessaria. Non sappiamo quanto questo impatterà il settore: se il numero di turisti diminiuirà oppure no”.

Un’economia in recessione e un tasso di disoccupazione al 20% , la Croazia potrebbe essere il prossimo paese europeo a introdurre misure d’austerità .

La crisi dell’Eurozona è ciò che preoccupa Luko Brailo, un giornalista di Dubrovnik. Ci racconta:“L’età dell’oro europea è finita. Gli anni 70 e 80 sono finiti. Ora c‘è la crisi. E non soltanto in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia. Anche i paesi virtuosi come Svezia, Danimarca e Germania iniziano ad avere problemi”.
Nel paese intanto la kuna, moneta locale, viene scambiata con l’euro: un processo lento, che potrebbe durare anni prima di essere completato.