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Il lavoro c'è, manca il candidato. Il paradosso francese

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Il lavoro c'è, manca il candidato. Il paradosso francese

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Con un tasso di disoccupazione superiore al 10%, si potrebbe pensare che a Parigi un posto di lavoro vacante sia raro come un quadrifoglio. Eppure non è così.

Saldatori, idraulici, allevatori. Non sono solo gli ingegneri nel settore aerospaziale a mancare: anche la Francia soffre per la mancanza di manodopera specializzata.

Maël Bernier lavora come direttrice della comunicazione di Empruntis, un’azienda che fornisce mutui immobiliari. La sua denuncia lascia senza parole: non riescono neanche a coprire le posizioni a tempo indeterminato.

“Con 3,2 milioni di disoccupati – dice – non credo ci siano 3,2 milioni di persone che dicono “questo lavoro non fa per me. Per cui, forse, non c‘è corrispondenza tra i profili presenti sul mercato e quelli che cerchiamo. Non riusciamo davvero a capire il perché, visto che cerchiamo tutti i profili: lauree brevi, tecnico-commerciali, anche giovani senza esperienza. Dovremmo essere pieni di curriculum. Non riusciamo proprio a capire”.

Il problema è sempre lo stesso: quello delle competenze. Numerose aziende stanno cercando di risolvere il problema offrendo loro stesse la formazione. Mentre nel Paese torna a prendere piede l’ipotesi di potenziare i programmi di apprendistato.

Ma ci sono ancora settori come quello alberghiero in cui, secondo i dati di Medef, la Confindustria francese, rimangono scoperte il 19% delle posizioni. Con il risultato che, a volte, alcuni posti di lavoro “evaporano” dopo che le aziende gettano la spugna.

“Queste sono le due facce della Francia di oggi: disoccupazione record da una parte, posti di lavoro che restano liberi dall’altra”, racconta il corrispondente di Euronews da Parigi Giovanni Magi. “Un paradosso che pesa sulle prospettive di ripresa economica”.