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Bangladesh, lavoratori del tessile protestano dopo la morte dei loro colleghi

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Bangladesh, lavoratori del tessile protestano dopo la morte dei loro colleghi

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Protestano contro le precarie condizioni di sicurezza in cui sono costretti a lavorare. Gli impiegati del tessile e dell’abbigliamento, il settore che regge l’economia del Bangladesh, non sono rimasti in silenzio di fronte alla morte di quasi 300 loro colleghi, sepolti nel crollo di un edificio alla periferia di Dacca. Non sono mancati, in un tale contesto di animosità, atti di vandalismo e scontri con la polizia.

Un rappresentante sindacale, Ramesh Roy, chiede che il governo, i proprietari dell’edificio crollato e le cinque imprese di abbigliamento che avevano la loro sede all’interno del palazzo, concorrano in parti uguali ai risarcimenti economici.

A due giorni dal crollo, continuano le ricerche dei sopravvissuti. Giovedì sera, 41 persone sono state estratte da una stanza al quarto piano, rimasta miracolosamente intatta. Altre 20 sono state localizzate, vive, ma al momento non è stato ancora possibile raggiungerle. In tutto, 300 o 400 persone sarebbero sotto le macerie.

E intanto il proprietario dell’edificio, un politico del partito di maggioranza, risulta latitante.