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La Germania difende il rigore fiscale. Merkel: no a taglio dei tassi

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La Germania difende il rigore fiscale. Merkel: no a taglio dei tassi

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La Germania non cambia idea: l’austerity è l’unica strada. Praticamente accerchiata, dopo che anche il G20 si è espresso positivamente nei confronti di un rilassamento, Berlino insiste. Forte di una previsione di crescita per il 2013 rivista al rialzo, al +0,5%.

Posizione riecheggiata da Angela Merkel, che boccia persino un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Bce: “La Banca centrale europea è, naturalmente, in una posizione difficile. Per la Germania dovrebbe, in realtà, alzare leggermente i tassi al momento”.

“Per altri Paesi – aggiunge – dovrebbe invece fare meglio perché sia resa disponibile più liquidità e, in particolar modo, perché essa sia trasmessa alle aziende.”

Anche la locomotiva d’Europa comincia però a scricchiolare: la fiducia delle imprese è in netto calo e persino un gigante come Volkswagen riconosce la difficoltà del momento.

Nel primo trimestre la casa automobilistica ha visto un calo del fatturato e degli utili, principalmente a causa della concorrenza sempre più serrata e della contrazione del mercato europeo.

All’assemblea degli azionisti di giovedì ha, però, voluto comunque confermare gli obiettivi per l’anno in corso. Difficile far cambiare idea ai tedeschi.