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Barroso: "l'Europa non è responsabile della crisi". Crolla la fiducia dei cittadini nell'UE

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Barroso: "l'Europa non è responsabile della crisi". Crolla la fiducia dei cittadini nell'UE

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Oltre il 70% degli spagnoli non crede nell’Unione europea. La fiducia nell’Europa è crollata ai suoi minimi anche in Francia e Italia, paesi tradizionalmente europeisti.

I cittadini considerano l’Europa responsabile per le difficoltà che vivono e criticano la ricetta dell’austerità. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso respinge le accuse intervenendo ad un dibattito sul futuro dell’Europa:

“Naturalmente siamo preoccupati per la situazione sociale e il rischio di polarizzazione. Allo stesso tempo, dobbiamo essere chiari ed onesti. Non è stata l’Europa a creare la crisi. La crisi è stata generata dai mercati finanziari e dal loro comportamento a volte irresponsabile oppure a livello nazionale, da un debito pubblico insostenibile”

Una linea di pensiero condivisa dall’economista ceco Tomáš Sedláček, considerato uno dei piu’ brillanti analisti del momento, secondo cui in questa situazione di crisi, senza la solidarietà europea l’austerità sarebbe anche peggiore.

“Anche se non avessimo avuto l’Unione europea- dice Tomáš Sedláček- avremmo avuto l’austerità e i paesi avrebbero fatto fallimento e la bancarotta sarebbe stata persino piu’ dura, perché probabilmente gli altri paesi non sarebbero stati ugualmente pronti ad intervenire come fanno ora. Solo perché stiamo insieme e gli stati si aiutano l’un l’altro, non stiamo perdendo direttamente dei soldi”

Tuttavia molti europei ritengono che l’austerità stia strangolando la crescita economica e l’occupazione. E’ la tesi sostenuta anche dell’economista austriaco KarlAiginger, secondo cui anche in tempi difficili è possibile utilizzare degli incentivi per sostenere la ripresa.

“Non bisogna guardare solo all’equilibrio di bilancio- sottolinea Karl Aiginger- bisogna ridurre la spese che non sono necessarie alla crescita e incrementare le spese importanti per il futuro, per la crescita e la competitività, anche sul fronte fiscale: ridurre le tasse che distruggono l’occupazione come le tasse sul lavoro, e aumentare le tasse che non sono dannose per la crescita, come le tasse patrimoniali”.

Il dibattito sull’austerità alimenta il populismo e il nazionalismo negli stati europei. Un campanello d’allarme in vista delle elezioni europee del 2014.