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Letta: da enfant prodige a premier normale

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Letta: da enfant prodige a premier normale

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Al Quirinale, Letta, Enrico Letta, è salito con la sua monovolume Fiat. Immagine che ha già fatto il giro del mondo e che vale più di una dichiarazione programmatica. Nipote del più famoso, finora, Gianni Letta, si propone come il premier normale. Anche se ha un compito straordinario:far uscire l’italia dall’impasse in cui si trova da quasi due mesi e salvare il Pd, il suo partito, uscito con le ossa rotte dalle ultime elezioni.

Il presidente Napolitano l’ha preferito, alla fine, a Giuliano Amato perché ha voluto puntare su uomo che unisce e che, per quanto giovane, ha già diverse esperienze di governo, prima come ministro, poi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Romano Prodi.

Letta guarda al di là dell’Italia di oggi.

La politica per lui è una vecchia passione per la politica gli scorre nelle vene, l’impegno con i giovani della Dc scandisce la sua giovinezza insieme agli studi che lo portano a specializzarsi in diritto Internazionale e delle Comunità Europee.

Ma è l’incontro con Beniamino Andreatta che gli indicherà la strada della politica nazionale. Nei primi anni Novanta vive il passaggio dalla Dc al Ppi e poi la spaccatura del partito popolare nel 1995 che lo vedrà scartare berlusconi per scegliere l’Ulivo di Prodi.

Già al lavoro per formare un governo di larghe intese a attenderlo sulle barricate i parlamentari del M5S che hanno salutato la sua nomina dicendo “Letta è solo più giovane rispetto a Amato”.

Nato a Pisa nel 1966, se riuscisse quindi a formare un governo, sarebbe il più giovane premier dell’Europa continentale.