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La Bce verso un nuovo taglio dei tassi di interesse

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La Bce verso un nuovo taglio dei tassi di interesse

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Per gli esperti è ormai cosa certa: al prossimo vertice, che si aprirà il 2 maggio a Bratislava, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea taglierà i tassi di interesse.

Già al minimo storico dello 0,75% da luglio, il costo del denaro potrebbe scendere ancora. ‘Se vedremo segnali di pericolo per la ripresa economica’, avevano detto Mario Draghi e soci.

I segnali sono arrivati, forti e chiari. Dopo un calo dell’indice degli acquisti alle aziende calcolato da Markit, mercoledì è stato il turno dell’Ifo, l’istituto per gli studi di ricerca economica di Monaco, certificare che anche la Germania è nei guai.

Il tasso di fiducia, calcolato su un campione di 7 mila aziende, è sceso per il secondo mese di fila. Con la crisi dell’eurozona e il rallentamento della Cina le esportazioni, tradizionale motore dell’economia tedesca, arrancano.

“L’eurozona rimane in territorio di contrazione – commenta Rob Dobson di Markit – per cui la recessione va avanti. Se mai ci fossero state speranze di vedere una ripresa all’inizio del secondo trimestre, questi numeri le affossano”.

Un taglio dei tassi di interesse significherebbe un ulteriore passo nella direzione di quell’allentamento monetario già messo in campo da altre banche centrali come la Fed americana. Obiettivo di Ben Bernanke: scendere sotto al 6,5% di disoccupazione, poco importa se fa aumentare l’inflazione.

Un problema, quello dell’aumento dei prezzi, che in Europa non si pone: il tasso è solidamente al di sotto dell’obiettivo dell’Eurotower, poco meno del 2%.

I dubbi, semmai, sono sugli effetti dell’abbassamento: una prova di forza della Bce, certo, ma anche un modo, per le banche, di aumentare i margini sui prestiti ai risparmiatori.