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La Francia dice sì alle nozze gay, la protesta non si placa

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La Francia dice sì alle nozze gay, la protesta non si placa

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La Francia diventa il 14esimo Paese al mondo ad istituire il matrimonio tra persone dello stesso stesso. L’Assemblea nazionale ha dato il sì definitivo alla legge sulle nozze per tutti e sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Il voto arriva dopo diverse settimane di acceso dibattito parlamentare e di manifestazioni di piazza degli oppositori al progetto che non sono mancate neanche questo martedì.

In aula è stato esposto uno striscione per chiedere un referendum, mentre i parlamentari dell’Ump, il principale partito di opposizione della destra, hanno annunciato che presenteranno ricorso alla Corte costituzionale.

La legge che introduce il matrimonio per tutti è stata una delle principali promesse elettorali del presidente François Hollande.

“Sono assolutamente sicuro che questo testo, nella forma e nella sostanza, ci mette al riparo da ogni pericolo di incostituzionalità – sostiene Bruno Leroux, capogruppo socialista all’Assemblea nazionale – Spetta ora al Consiglio (Corte costituzionale, ndr) dirlo, ma attenderò con serenità”.

“Non è perché il governo lo ha imposto con la forza, non è perché il governo ha impiegato tutte le sue energie nell’approvare al più presto questo disegno di legge che le preoccupazioni si fermeranno – replica Laurent Wauquiez, deputato Ump – Sono molto più profonde e riguardano il ruolo della famiglia nel nostro Paese, la procreazione medicalmente assistita, la maternità surrogata”.

La polizia aveva disposto uno schieramento di sicurezza straordinario intorno al parlamento, ma al sì dell’assemblea ci sono stati solo baci e abbracci. I movimenti contrari al matrimonio per tutti, invece, hanno annunciato due manifestazioni di protesta il 5 e il 26 maggio.