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Siria: gli attivisti denunciano un nuovo massacro del regime

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Siria: gli attivisti denunciano un nuovo massacro del regime

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Ancora sangue e combattimenti in Siria. L’esercito di Bashar al Assad avrebbe strappato ai ribelli postazioni strategiche nei sobborghi sudoccidentali di Damasco.

Cinque giorni di scontri costati, stando all’Osservatorio siriano dei diritti umani di Londra, almeno 80 morti. Lo attesterebbero, senza possibilità di verifica, i video messi su facebook dai comitati di coordinamento locali, che però parlano di oltre 450 cadaveri ritrovati.

Intanto il capo dell’opposizione siriana, Ahmed Moaz Al-Khatib, ha presentato le dimissioni per la seconda volta in un mese, stavolta definitive, per denunciare l’inazione della comunità internazionale, dopo che a Istanbul, alla riunione degli “Amici della Siria”, gli Stati Uniti hanno ribadito il no ad armare i ribelli.

Le truppe siriane, secondo gli attivisti appoggiate dagli Hezbollah libanesi, avanzano anche verso il litorale e la roccaforte ribelle di Qousseir, in un conflitto che ha già fatto più di 70 mila vittime e che presenta seri rischi di internazionalizzazione.