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A Boston la vita inizia a tornare alla normalità

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A Boston la vita inizia a tornare alla normalità

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Le autorità statunitensi attendono di potere interrogare Dzhokhar Tsarnaev, mentre la vita a Boston torna alla normalità. Nel quartiere dove il giovane ceceno – sospettato di essere co-autore dell’attentato alla maratona di lunedì – c‘è sollievo, dopo la conclusione di un’operazione durata quasi 24 ore.

Una ragazza racconta: “Ci siamo sentiti sicuri tutto il tempo a dire il vero. Il solo momento in cui mi sono sentita un po’ nervosa è stato quando sono entrate in azioni le armi automatiche, quando hanno iniziato ad accerchiarlo e a manifestarsi”. “Avevo paura perché non si sapeva dove fosse – spiega un’altra ragazza -. Avevo l’inquietante sensazione che non fosse distante e non è una sensazione divertente”.

La polizia intanto ha diffuso altre foto della barca dove Dzhokhar si è nascosto nelle ultime ore prima della cattura, e prima di essere arrestato e trasportato all’ospedale. Dopo la morte del fratello maggiore – sospettato numero uno – durante la sparatoria di venerdì con i poliziotti – resta lui l’unico a potere fornire spiegazioni agli inquirenti.

Per ora resta ricoverato in condizioni definite serie ma stabili nello stesso ospedale dove sono ricoverate anche alcune delle oltre 170 persone rimaste ferite nell’attentato, cche ha provocato tre morti.