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Salone dell'auto di Shanghai, i produttori scommettono sulla Cina

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Salone dell'auto di Shanghai, i produttori scommettono sulla Cina

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Benvenuti in Cina, al salone dell’auto di Shanghai, luogo in cui, a partire da domenica, si concentreranno le speranze del settore simbolo della crisi dei consumi.

Già perché se a ovest crisi del debito e ripresa sfuggente mandano in rosso i bilanci delle case automobilistiche, è a est che bisogna guardare per trovare un mercato da 19 milioni di veicoli l’anno.

“Il salone di Shanghai si affaccia sul più grande mercato di automobili del pianeta. Un avvenimento a cui non si può mancare”, spiega
Frédéric Banzet, numero uno di Citroen.

“In Europa il mercato automobilistico si è ridotto del 25% tra il 2007 e il 2012 e non vediamo segnali che permettano di prevedere un rimbalzo. Per cui ci aspettiamo, per l’anno in corso, una contrazione del mercato di circa il 5%”.

Anni luce, insomma, da quel +8% medio pronosticato da McKinsey in Cina da qui al 2020, quando le auto vendute arriveranno a 22 milioni.

Per allora il mercato sarà cambiato anche qualitativamente: da un lato i produttori occidentali offrono modelli sempre più economici, dall’altro la qualità dei produttori cinesi aumenta di giorno in giorno.

Obiettivo: conquistare i nuovi consumatori, figli del boom economico cinese. I quali sembrano imitare i loro omologhi occidentali alla perfezione: nonostante l’aumento dell’inquinamento nelle città, le auto ecologiche sono state un flop, mentre i SUV vanno per la maggiore.