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Russia, cercasi soluzioni per evitare una recessione

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Russia, cercasi soluzioni per evitare una recessione

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Perché la crescita economica russa rallenta? Sono centinaia gli esperti intervenuti al forum “Russia 2013” per rispondere a questa domanda. Metà del bilancio del Paese dipende ancora da gas e petrolio e l’Europa è il principale partner commerciale. Nessuna sorpresa, dunque, se, con la crisi nel Vecchio Continente, la crescita russa nel primo trimestre abbia deluso le aspettative.

“Quando i prezzi delle materie prime e in particolare del gas e del petrolio tendono ad abbassarsi, questo ha naturalmente un impatto sull’economia russa”, dice Jean Michel Six, Direttore di Standard & Poor’s per l’area Europa, Medio Oriente e Africa. “Ed è in tale momento che ricompaiono i problemi strutturali, mancanza di diversificazione”.

Secondo Ruben Vardanyan, condirettore della divisione investimenti di Sberbank la palla passa ora nel campo del governo russo: quell’1% di crescita nel primo trimestre è un segnale da non ignorare.

“Fare una diagnosi corretta è molto importante”, dice. “Ed è rassicurante per gli investitori vedere che il governo ha un quadro chiaro della situazione nel Paese e fa i passi necessari per cambiarla. Credo che questa “sirena” che abbiamo sentito nel primo trimestre sia un allarme per prendere contromisure adeguate”.

Nonostante il potenziale economico Mosca sconta, a detta di aziende straniere e locali, una serie di problemi irrisolti, tra cui la corruzione diffusa, l’incertezza dello Stato di Diritto e la carenza delle infrastrutture.

Secondo la classifica stilata dalla Banca Mondiale sui luoghi migliori dove fare impresa, il Paese è al 112esimo posto, tra Costa Rica e El-Salvador.

“La Russia è ancora un enorme mercato ricco di risorse naturali”, racconta l’inviato di Euronews Natalia Marshalkovich. “Ma i prezzi alti delle materie prime non riescono più a mascherare i problemi strutturali dell’economia. Si comincia a vedere un effetto sulle priorità degli investitori”.