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Boston blindata, così mai dopo l'11 settembre

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Boston blindata, così mai dopo l'11 settembre

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Adrian Lancashire, euronews

Il giornalista Tahman Bradley ci parla da Boston, dove immagino che nessuno riesca a rilassarsi: c‘è quest’ordine della polizia di non uscire di casa, le bombe alla maratona, lo choc, poi la sparatoria con i sospettati. Come reagiscono le persone?

Tahman Bradley, giornalista
È impressionante vedere tutta Boston blindata così come la periferia, milioni di persone coinvolte, un’inedita operazione di polizia ancora in corso, una tensione che gli stessi agenti dicono di non vedere da tantissimo tempo.

Vediamo gli elicotteri che sorvolano, la polizia di stato tutt’intorno, la guardia nazionale per le strade. Una scena assolutamente mozzafiato, un dispiegamento di forze così non si vedeva forse dall’11 settembre.

euronews
Cosa si dice sui possibili moventi, sui due giovani ceceni negli Stati Uniti, armati e definiti pericolosi?

Bradley
I due fratelli erano pesantemente armati. Hanno sparato e lanciato ordigli esplosivi contro gli agenti. Uno dei sospetti è stato ucciso, l’altro è fuggito. I poliziotti continuano la caccia all’uomo. Stiamo cercando di saperne di più sul loro conto. Il presidente Obama e la sua amministrazione cercano di scoprire se avessero legami con il terrorismo internazionale. Non abbiamo ancora una risposta.

euronews
Dopo l’attentato, il vostro presidente ha detto: “Scopriremo chi e perché ha fatto questo”: Perché lo hanno fatto? Non ci sono giustificazioni ma cause, non è così?

Bradley
Non è stata una cosa normale perché non c‘è stata rivendicazione, subito dopo l’attacco. Di solito, quando si verifica un atto terroristico di questo genere, qualcuno si alza e dice: è opera mia. Questi due individui apparentemente non lo hanno fatto. E le autorità hanno chiesto aiuto al pubblico per localizzare gli autori dell’attentato. Giovedì sera hanno pubblicato le immagini dei due uomini e qualche ora più tardi erano sulle loro tracce”.

euronews
Grazie a Tahman Bradley da Boston.