ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

L'esplosione di West, 20 anni dopo l'assedio di Wako: semplice coincidenza?

Lettura in corso:

L'esplosione di West, 20 anni dopo l'assedio di Wako: semplice coincidenza?

Dimensioni di testo Aa Aa

Le descrizioni dell’esplosione alla fabbrica di fettilizzanti di West, nel Texas, colpiscono per la forza evocativa: c‘è chi parla di zona di guerra, chi dice di aver visto levarsi un fungo, come nelle esplosioni atomiche. Ma a colpire è anche una serie di coincidenze, altrettanto evocative. A cominciare dal luogo, a una trentina di chilometri da Waco, dove vent’anni fa l’assedio a un ranch occupato da una setta religiosa si concluse con una strage.

E’ il febbraio 1993. L’ATF, l’agenzia federale americana che si batte contro il traffico di armi ed esplosivi, sospetta che la setta di Davidiani sia in possesso di armi illegali. Gli agenti si presentano con un mandato di perquisizione e subito ha inizio una sparatoria. Per 51 giorni, l’assedio tiene l’America con il fiato sospeso, fino al blitz in cui perdono la vita un’ottantina di persone, tra cui 21 bambini.

Fa riflettere anche la prossimità delle date: 17 aprile per l’esplosione a West. 19 aprile per l’inizio dell’assedio di Waco e per l’attentato di Oklahoma City, due anni più tardi.

19 aprile 1995. Un ex soldato pluridecorato della Guerra del Golfo, legato a gruppi paramilitari di estrema destra, fa saltare in aria l’edificio federale Alfred Murray di Oklahoma City, dove ha sede l’ATF. Muoiono 168 persone. Prima di essere giustiziato, Timothy McVeigh dirà che voleva vendicare l’assalto di Waco.

Infine il contesto: oggi come vent’anni fa, un presidente democratico è impegnato in favore di una legge per controllare la vendita di armi da fuoco.

E’ il febbraio 1993. Al Congresso inizia il dibattito sulla cosidetta legge Brady, fortemente sostenuta da Bill Clinton. Il testo prevede, oltre a controlli di base per i compratori che si rivolgono alle armerie autorizzate, anche un bando di dieci anni contro la vendita di fucili d’assalto. La legge è adottata e firmata nel ’94.

Adesso è Obama che vorrebbe estendere i controlli, dopo le ricorrenti stragi avvenute in alcune scuole americane. Ma il suo primo tentativo si è infranto contro la pressione della Lobby delle armi da fuoco, che già nel 2004 ha impedito il rinnovo del divieto contro la vendita dei fucili d’assalto.

“E’ una giornata vergognosa – ha detto il presidente dopo la bocciatura della riforma al Senato – ma non finisce qui. Possiamo ancora fare molto per contenere il pericolo delle armi da fuoco”.

Parole pronunciate poche ore prima dell’esplosione nella fabbrica di West.