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Allarme Fmi: crescita a rischio, l'economia reale non riparte

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Allarme Fmi: crescita a rischio, l'economia reale non riparte

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Dopo aver tagliato le previsioni di crescita delle principali economie del mondo, per il Fondo monetario internazionale è arrivato il momento di fermarsi e riflettere. L’occasione: il tradizionale incontro primaverile con gli esponenti della Banca Mondiale a Washington. Il problema: una ripresa che sembra non arrivare mai.

“Il mondo economico non appare più così pericoloso come prima”, dice il numero uno Christine Lagarde. “Allo stesso tempo il miglioramento nelle condizioni finanziarie – sui mercati finanziari, cioè – non si sta traducendo chiaramente in un miglioramento sostenuta nella crescita e nel lavoro.”

Tra finanza ed economia reale c‘è chi, per evitare il tracollo, ha dovuto stringere i cordoni della borsa. E cioè i governi.

Contro di essi e l’Fmi punta il dito Charles Wyplosz, direttore del Centro Internazionale Studi Valutari e Bancari: “L’austerità ha prodotto i suoi risultati abituali, cioè non c‘è alcuna crescita né ripresa”.

“Non capisco la sorpresa dell’Fmi – aggiunge – lo sanno molto bene anche loro dato che impongono l’austerità in tutti i Paesi in cui intervengono. Ora, la Bce può abbassare un po’ i suoi tassi di interesse ma siamo praticamente a zero, non c‘è granché da fare. La palla ora è davvero nel campo dei governi e dell’Fmi. Che la smettano di applicare l’austerità: non funziona.”

Intanto sul G20 aleggia lo spettro del rinnovo del patto di riduzione dei debiti pubblici. Sempre più numerose le voci di chi chiede una disciplina di bilancio realistica, più spalmata nel tempo. Il rigore non serve a nessuno, dicono, se alla fine moriremo tutti di fame.