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Boston, fiori e silenzio al traguardo della Maratona

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Boston, fiori e silenzio al traguardo della Maratona

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La paura dopo l’attentato alla Maratona di Boston paralizza gli Stati Uniti. Nella città ferita dall’esplosione la polizia presidia alberghi, monumenti, strade particolarmente trafficate. Il pellegrinaggio spontaneo per ricordare le vittime.

“Mi riporta all’11 settembre – racconta una giovane – ero molto giovane quando è accaduto e non ne ho colto la drammaticità. Da adulta, nella mia città, mi spezza il cuore”

Degli oltre 170 feriti, circa la metà sarebbero stati dimessi dall’ospedale, mentre 17 versano in condizioni critiche. L’incredulità traspare dai racconti di chi si è trovato a fronteggiare all’improvviso l’emergenza: “Non credo che noi sportivi dobbiamo farci intimidire. Certo, è terribile quanto è accaduto e può succedere ancora. Sono convinto riusciremo a superare questa tragedia”. Sui media nazionali, sui social network le immagini della doppia esplosione si ripetono senza sosta. Gli Stati Uniti tornano ad avere paura, è stato un atto di terrorismo ha detto Obama, invitando a segnalare ogni comportamento sospetto.

Stefan Grobe, euronews: “Il giorno dopo l’attentato, la città di Boston fa i conti con quanto accaduto. Per molti, sancisce la fine della pace seguita all’11 settembre. Gli americani si chiedono nuovamente.“Perché ci odiano a tal punto?”.