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Sì del Parlamento UE alla stretta sulle banche

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Sì del Parlamento UE alla stretta sulle banche

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Giro di vite in arrivo per le banche di tutta Europa. Il Parlamento europeo ha dato il via libera al nuovo pacchetto di misure che prevede, oltre ad un maggior grado di trasparenza, un tetto ai bonus dei manager.

A partire dal primo gennaio del 2014 la parte variabile dello stipendio – quella, secondo i regolatori, legata agli investimenti più rischiosi che hanno causato la crisi – non potrà superare il 100% di quella fissa. Paga doppia, in pratica, per i più meritevoli, che potrà diventare tripla solo con il voto favorevole del consiglio di amministrazione.

“Il parlamento aveva chiesto più di tre anni fa che si affrontasse la questione banche”, racconta Sylvie Goulard, Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. “I ministri delle finanze avevano detto che non era necessario ma poco a poco ci siamo resi conto che c’era un grande problema nel settore bancario europeo e soprattutto un legame tra la crisi dei debiti sovrani e la situazione di certe banche. Abbiamo fissato una regola ragionevole: un limite alla remunerazione nel settore finanziario e in particolare alla parte variabile, quella che porta all’assunzione di rischi”.

La normativa toccherà tutte le banche dentro i confini dell’Europa a 27, comprese le filiali di quelle estere. In arrivo anche nuovi requisiti patrimoniali: gli istituti – in linea con le regole di Basilea 3 – dovranno aumentare la quota di capitale “cuscinetto”.

Fortemente contraria alle nuove regole la Gran Bretagna, con Londra che teme l’esodo dei banchieri dalla sua City, il maggiore centro finanziario del Vecchio Continente, verso le nuove e più tolleranti capitali asiatiche della finanza.