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Philip Glass torna all'Opera, con "The Lost"

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Philip Glass torna all'Opera, con "The Lost"

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Vita, morte, fama, ricchezza, lacrime e gioia. Ogni sforzo umano è vano. E’ il sentimento che ispira “The Lost” di Philip Glass, seconda opera in tedesco del compositore statunitense. Oltre 400 costumi e centinaia di attori in scena.

Il lavoro, che combina le atmosfere di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett e “Metropolis” di Fritz Lang, è stato scritto per il nuovo teatro dell’Opera di Linz in Austria, costato 180 milioni di euro, dove è stato presentato in prima assoluta.

“Mi piace lavorare in Germania e in Austria, perché ci sono bravi musicisti”, spiega Philip Glass. “Ero abituato a pensare che l’orchestra americana fosse la mia vera casa, ma non è così. Mi ci posso trovare a mio agio, ma poi penso che nell’orchestra dell’Europa centrale ci sia un altro elemento, un altro strato musicale, una profondità di suono”.

“The Lost” prende ispirazione da “Spuren der Verirrten” (le tracce degli smarriti), del drammaturgo austriaco Peter Handke. Gli arrangiamenti sono stati realizzati dal direttore dell’opera di Linz, Rainer Mennicken.

L’utilizzo di strumenti del folklore locale ribadisce l’ interesse per la musica popolare da parte dell’artista, che in lavori precedenti ha fatto ricorso a sonorità arabe e indiane.