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Bombe alla maratona, tre morti a Boston "un atto di terrorismo"

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Bombe alla maratona, tre morti a Boston "un atto di terrorismo"

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Con l’attentato alla maratona di Boston, gli Stati Uniti ripiombano nell’incubo dell’11 settembre. Due bombe piazzate al traguardo della corsa nel giorno del Patriots’ Day hanno ucciso tre persone, tra le quali un bimbo di 8 anni. Circa 150 i feriti, almeno 10 fra loro hanno subito l’amputazione di un arto.

Le due esplosioni sono avvenute a 12 secondi di distanza l’una dall’altra. Pare che le due bombe artigianali, piene di cuscinetti a sfera, fossero nascoste dentro alcuni cestini della spazzatura e siano state fatte esplodere con un telecomando a distanza. “Un atto di terrorismo”, secondo la Casa Bianca.

La polizia avrebbe individuato altri due ordigni, riuscendo a disinnescarli.

“Mi dirigevo verso la tribuna quando ho sentito un’esplosione e poi solo fumo bianco – racconta un partecipante alla maratona – È stato orribile. È stato un trauma, non so come spiegarlo”.

“C’erano diverse famiglie intorno a noi, i bambini piangevano e urlavano – ricorda un’altra testimone – Noi pensavamo solo ad allontanarci il più velocemente possibile. Guardavamo verso gli edifici più alti alti. È stato spaventoso”.

Mentre i feriti venivano trasportati negli ospedali vicini, è iniziata la caccia all’uomo. Si segue la pista del terrorismo, non si capisce però se di fonte interna o esterna. Qualche ore dopo l’attentato, le forze di sicurezza hanno perquisito un appartamento in un sobborgo della città.