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Al Festival di Istanbul s'incontrano cinema turco e straniero

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Al Festival di Istanbul s'incontrano cinema turco e straniero

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Il Festival di Istanbul è una vetrina per il cinema turco. Registi, attori e sceneggiatori hanno l’opportunità di mostrare il proprio lavoro a ospiti stranieri. Ma è anche l’occasione per poter vedere film di altri Paesi, di solito assenti nelle sale cinematografiche turche.

“Ospitando il cinema internazionale a Istanbul, cerchiamo di stabilire rapporti tra l’industria cinematografica turca e l’industria internazionale”, afferma Azize Tan, direttrice del Festival. “Presentiamo i registi stranieri a quelli turchi e agli attori. Ho inviato tonnellate di dvd di pellicole turche ai nostri ospiti stranieri. Sono molto incuriositi”.

Tra i film presentati al Festival, “The butterfly’s dream”, (il sogno della farfalla) del regista e attore Yılmaz Erdogan. Ambientato negli anni ’40, a Zonguldak, sul Mar Nero, racconta la storia di due giovani, Rüştü Onur e Muzaffer Tayyip Uslu, che sognano di diventare dei poeti. A sostenerli l’insegnante di letteratura del liceo, Behçet Necatigil.

“Nella nostra cultura popolare c‘è una cultura narrativa molto varia, grazie alla tradizione teatrale e alla poesia curda”, spiega l’attore Mert Firat. “Ci siamo allontanati da questa cultura. Ma con lo sviluppo del cinema curdo, con i nuovi registi turchi, che s’interrogano sulla storia e la società turca ci stiamo aprendo a un nuovo mondo”.

“The Butterfly’s Dream” è già uscito in Turchia e in Germania.