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Trasparenza finanziaria, la Francia si adegua agli standard europei

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Trasparenza finanziaria, la Francia si adegua agli standard europei

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“Nego categoricamente – disse in parlamento Jerome Cahuzac, ex ministro delle Finanze francese – Io non ho, signori deputati, io non ho e non ho mai avuto un conto all’estero”.

Un errore, a cui si aggiunge una menzogna, che fa vacillare la credibilità dell’esecutivo. Lo scandalo Cahuzac ha spinto il governo francese a prendere provvedimenti, compresa la moralizzazione della politica, che passa attraverso la dichiarazione patrimoniale degli eletti. Il 70% dei francesi è favorevole. Tre ministri hanno già dichiarato di pagare la super tassa riservata ai grandi patrimoni, eppure sinistra e denaro sono spesso stati ideologicamente distanti:

“Non è possibile accettare il dominio del denaro – fu il monito di un altro Presidente François Mitterand – che per sua natura corrompe”.

“C‘è la necessità di una lotta senza quartiere contro gli eccessi del denaro – ha ribadito circa 30 anni più tardi, l’attuale inquilino dell’Eliseo, François Hollande – dell’avidità e della finanza occulta”.

“La sfiducia della sinistra verso il denaro e le grandi fortune si basa sull’idea che non si possa diventare così ricchi onestamente. Attraverso il proprio lavoro – spiega Jacques Julliard, analista politico – C‘è sempre l’ombra della speculazione e dello sfruttamento”

Ma oltre a questo ci sono le bugie e sarebbe meglio se la ricchezza degli eletti, sia di destra che di sinistra, non fosse nascosta. Da questo punto di vista la Francia è molto indietro rispetto ai suoi vicini europei.

La Francia, infatti, è l’unico paese dei 27 con la Slovenia a mantenere la segretezza totale sui conti dei propri eletti. Ora dovrà optare tra una trasparenza parziale, come in Germania, Italia o Ungheria o assoluta, come fanno i Paesi nordici, campioni in questo campo.

Svezia e Norvegia sono in pole position nella corsa all’onestà. Il reddito e la ricchezza di tutti i cittadini, compresi i politici quindi, ad eccezione dei membri delle famiglie reali, sono di dominio pubblico, disponibili con un semplice click su internet.

In Germania il sistema è misto. I deputati devono pubblicare sul sito web del Parlamento qualsiasi attività lavorativa al di fuori del mandato se il reddito è superiore a 1.000 euro al mese. Al contrario, i membri del governo ne sono esonerati.

Il caso Cahuzac sarà almeno servito ad avvicinare la Francia ai suoi partner europei sulla strada di una maggiore trasparenza.