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Le sfide economiche del Venezuela tra petrolio, sussidi e inflazione

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Le sfide economiche del Venezuela tra petrolio, sussidi e inflazione

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Tanti i dossier economici sul tavolo del neopresidente venezuelano Maduro. Il primo si chiama “petrolio”: è stato proprio il boom della produzione a finanziare l’ingente spesa pubblica per programmi che vanno dalla costruzione di nuove case fino agli assegni alle madri in difficoltà.

Il Paese è il primo fornitore di greggio della Cina, ricambiato con prestiti da 36 miliardi di dollari. Ma trasformare le sabbie bituminose della cintura dell’Orinoco non è facile e l’azienda di Stato, Petróleos de Venezuela, ha concluso numerosi accordi di sfruttamento congiunto con gli italiani di Eni e i russi di Rosneft.

Secondo tema: l’inflazione. Quest’anno, complici le forti svalutazioni operate dallo Stato, potrebbe toccare il 30% se la spesa non diminuirà. Ma anche qui ci sono molti dubbi, considerate le promesse elettorali di Maduro di aumentare del 40% lo stipendio minimo.

Il paradosso è che, nonostante lo stretto controllo sulla valuta nazionale – il Bolivar -, il nuovo sistema di cambio col dollaro sta creando numerose difficoltà alle aziende venezuelane. Non potendo produrre, il Paese dipende così sempre più dalle importazioni e questo aumenta ulteriormente i prezzi.

E l’ultimo dossier, quello delle riforme economiche che dovrebbero porre rimedio ai problemi visti finora, rischia di venire azzoppato dalla risicata maggioranza ottenuta alle recenti elezioni dal delfino di Hugo Chavez.