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Corea, monta la rabbia del sud contro la minaccia nucleare

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Corea, monta la rabbia del sud contro la minaccia nucleare

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Mentre al nord si celebra il “Presidente eterno”, al sud cresce la rabbia. Che alcuni cittadini di Seul manifestano bruciando le effigi dell’attuale presidente norcoreano Kim Jong-un e del suo predecessore, padre e fondatore della patria, Kim Il-sung.

“La Corea del nord minaccia noi, una nazione democratica e minaccia il mondo intero con le sue bombe atomiche. Il mondo tutto assieme deve distruggere le forze del male di Kim Jong-un” è l’accorata richiesta di un manifestante.

Le diplomazie sono al lavoro e c‘è anche chi chiede sia il dialogo a prevalere, ma la tensione è palpabile. Anche tra i politici, come il leader del Partito conservatore Park Chang-sung:

“Il presidente del Nord, Kim Jong-un, ci minaccia, esprime il desiderio di far scoppiare una guerra e di sviluppare armi nucleari sin da quando ha condotto i test. Siamo qui per chiedere alla comunità internazionale di punirlo con forza”.

Non è solo la contraerea a essere allertata. I sudcoreani si preoccupano anche di eventuali più subdoli attacchi nel cuore del Paese.

Uno dei timori è quello di un’azione terroristica nella metropolitana. Polizia, militari, ma anche i cittadini che la utilizzano sono in preallarme e si esercitano per pararne le conseguenze.