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La frustrazione e la rabbia dei pro e anti-Mubarak fuori dal tribunale del Cairo

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La frustrazione e la rabbia dei pro e anti-Mubarak fuori dal tribunale del Cairo

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Fuori dal tribunale un cordone di sicurezza ha cercato di tenere distanti oppositori e supporter dell’ex rais egiziano intenti a lanciarsi insulti e accuse.

Prima che il processo riprenda potrebbero passare dei mesi e tra gli anti-Mubarak il sentimento dominante in questa giornata era la frustrazione.

La difesa delle famiglie delle persone uccise durante la Rivoluzione ha pero’ definito “saggia” la rinuncia del giudice nei confronti del quale era stata presentata una richiesta di ricusazione.

“Io spero che la giustizia mi risarcisca e risarcisca mio figlio che ha perso la vita in quei giorni. Ho fornito alla corte tutti i documenti e le fotografie che erano in mio possesso” spiega l’anziana madre di un martire della rivoluzione.

Dal lato opposto della piazza si erano radunati i nostalgici del vecchio regime per i quali Mubarak è innocente e senza macchia.

“Siamo venuti qui per dare il nostro sostegno a Mubarak. Lui non ha ucciso nessuno. Non ha ferito nessuno prima di lasciare il paese” assicura una manifestante.

Per gli esperti – spiega il corrispondente al Cairo di Euronews – la decisione presa dalla Corte è un ritorno al punto di partenza. La ripresa del procedimento potrebbe riservare molte sorprese. In fondo la maggioranza degli egiziani si aspettava una decisione del genere che, pensano, potrebbe preludere a un’assoluzione per il rais e i suoi complici