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La violenza, una piaga al centro della campagna elettorale venezuelana

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La violenza, una piaga al centro della campagna elettorale venezuelana

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Controlli accresciuti in campagna elettorale.
Meeting e locali pubblici in cui le armi sono bandite. Off Limits.
Il Venezuela è attanagliato dalla piaga delle violenza. Quest’anno a causa di agguati, rapine e pallottole vaganti sono già morte 3400 persone. Un record non solo per l’America Latina ma mondiale.
L’opinione pubblica ha provato a mobilitarsi e i leader politici hanno battuto su questo tasto nei loro comizi.
Lo ha fatto Nicolas Maduro che ha definito la violenza diffusa il problema piu’ serio da affrontare. Per i chavisti pero’ la responsabilità è da imputare alla cultura capitalista che infetta la società venzuelana.

Ha usato toni allarmati anche il leader dell’opposizione Capriles che ha ribattuto additando il regime come responsabile di tutti i mali. “Voglio costruire assieme a voi un paese in cui la gente possa finalmente dormire tranquilla” ha gridato ai suoi sostenitori.
Le fazioni in lotta si rinfacciano i dati, agghiaccianti, sulla piaga violenza, che ora dopo anni sono stati resi pubblici. Per i sostenitori di Chavez negli Stati in cui governa l’opposizione il fenomeno sarebbe il piu’ grave.
Le organizzazioni per il disarmo segnalano invece altri nodi irrisolti come l’impunità diffusa resa possibile da un sistema giudiziario inefficace e corrotto. I racconti dei familiari delle vittime sono sempre drammaticamente uguali: “Ho sentito gli spari da casa – ricorda Yelitza Palacios – Mio figlio era arrivato con la sua fidanzata. Stavano chiacchierando per strada. Mi sono precipitata fuori e la gente mi ha detto che ad essere colpito era stato proprio mio figlio”.
Recentemente il governo ha deciso una stretta all’importazione di armi ma per vedere gli eventuali benefici di questa misura è ancora troppo presto