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Venezuela al voto: incandescente fine campagna, nel nome di Chavez

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Venezuela al voto: incandescente fine campagna, nel nome di Chavez

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Il canto dell’uccellino-Chavez, oltre all’inizio, sigla anche la fine della campagna venezuelana, nel nord ovest del paese.

A interpretarlo, sempre Nicolas Maduro: contro il parere dei consiglieri elettorali, il presidente ad interim snocciola a oltranza la storia dell’apparizione alata del comandante, morto per cancro lo scorso 5 marzo e venuto appositamente dall’aldilà per dargli la sua benedizione in vista del voto di domenica prossima.

E mentre Maduro, che parte favorito, gioca la carta della continuità e si presenta come l’erede del chavismo, il rivale Henrique Capriles mette l’accento su insicurezza e criminalità.

Nelle elezioni di ottobre perse contro lo stesso Chavez ma portò a casa un risultato record per l’opposizione, con 44 per cento dei suffragi contro 55 per cento del presidente comandante.

Ora appare rinvigorito dalla rimonta nei sondaggi e ridicolizza Maduro che parla di complotti internazionali e tentativi di destabilizzazione.

Queste le ragioni addotte dal governo per rafforzare le misure di sicurezza intorno ai seggi, chiudere le frontiere e vietare gli alcolici in un clima pre-elettorale ritmato da insulti reciproci, scontri di piazza tra le opposte fazioni e diversi feriti sul campo.