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Una band heavy metal nel vero senso del termine

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Una band heavy metal nel vero senso del termine

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Di gruppi come i Compressorhead ce ne sono pochi: quanti possono vantare un batterista con quattro braccia e un chitarrista con 78 dita? Stickboy, Fingers e Bones, i tre membri di questa band, nascono dall’estro di un creativo berlinese e da pezzi di metallo riciclati. Alla fiera internazionale della musica di Francoforte, in Germania, hanno incantato il pubblico suonando classici dell’hard rock. La band è sostenuta dal marchio Gibson, il celebre costruttore di chitarre statunitense.

Boris Loehe, Europe Entertainment Relations presso Gibson: “Ci hanno contattato e ci hanno detto: siete un grande marchio di chitarre, anche noi suoniamo delle Gibson, perché non lavoriamo insieme? E’ stata una fortunata coincidenza perché la nostra azienda cerca sempre di essere innovativa: abbiamo dotato alcune nostre chitarre di una tecnologia robotica che permette agli strumenti di accordarsi in modo autonomo. Quindi eravamo entusiasti e abbiamo accettato”.

La scommessa della band è dimostrare la propria superiorità tecnica, rispetto a gruppi rock in carne e ossa. Il giudizio spetta ovviamente al pubblico.

Boris Loehe, Europe Entertainment Relations presso Gibson: “Sono dei robot un po’ particolari, con questo aspetto selvaggio, spigoloso, quadrato, quell’aria da duri: sono una rock band con cui la gente non ha difficoltà a identificarsi. La prima volta che si sono esibiti era all’Australian Metal Festival ed è stato un successo”.

Del vecchio motto “sesso droga e rock and roll” è rimasto soltanto il rock, con l’aggiunta di olio motore e corrente elettrica.