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Spagna: sugli sfratti interviene la giustizia europea

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Spagna: sugli sfratti interviene la giustizia europea

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Perdere la propria casa e continuare a pagare il mutuo alla banca. È l’esperienza crudele che in Spagna migliaia di persone stanno vivendo. Ed è quello che è accaduto al protagonista della storia che racconteremo nel nostro news+. Ma quest’uomo non si è rassegnato. Ha denunciato la banca e il suo caso è arrivato davanti alla giustizia europea. Subito il nostro reportage e poi l’intervista a un giudice.

La storia di Mohamed Aziz è simile a quella di migliaia di altre persone in Spagna. Saldatore, nel 2009 ha perso il suo lavoro e poco dopo anche l’appartamento che nel 2003 aveva comprato a Martorell, vicino a Barcellona, grazie a un mutuo ipotecario da 126mila euro.

Nel 2011 la cassa di risparmio a cui Mohamed Aziz doveva ancora 115 mila euro, avvia una procedura di pignoramento perché l’uomo non ha pagato le ultime quattro rate da 700 euro l’una. Da allora Mohamed vive con sua moglie e i loro tre figli in una casa popolare per la quale paga un affitto di 270 euro mensili: “Quando accadde tutto questo – racconta Aziz – parlai con il padre di Dionisio, che riposi in pace, visto che nel frattempo è morto, e lui parlò con Dionisio il quale si mise in contatto con me e ha iniziato a cercare una strada che ci ha condotti fino a qui”.

Perché Mohamed non si è rassegnato e il suo caso ha fatto giurisprudenza. La Corte europea di Giustizia ha infatti stabilito che la legge spagnola sui pignoramenti è illegale e ha dato ai giudici la possibilità di sospenderla in modo preventivo. È Dionisio Moreno, un modesto avvocato sempre pronto a difendere i più poveri, ad aiutare Mohamed in una lotta che sembra ad armi impari. Come Davide contro Golia: “Mohamed arrivò da me accompagnato da un amico, anche lui marocchino, che chiameremo Javi, e mi spiegò che aveva un problema, che doveva alcune rate alla banca. Provammo a negoziare ma la banca non ci venne incontro e ci trascinò in giudizio
per pignoramento ipotecario”.

L’avvocato Moreno decide a sua volta di citare in giudizio la banca davanti al tribunale Commerciale per clausole abusive presenti nel contratto del cliente: “Quando ci presentammo davanti ai giudici, il rappresentante della banca mi chiese: ah, siete venuti?
Io gli rispondo: sì. Ma già abbiamo pignorato la casa al tuo cliente…
E io: sì, ma guarda, il suo avvocato ha la testa dura e continuerà a venire qui. Ma chi ti paga l’onorario? E io gli dico: questo è un incarico che mi ha dato mio padre, riposi in pace, per cui andrò avanti”.

Ed è andato talmente avanti che il giudice ha finito per portare il caso davanti alla Corte europea di Strasburgo la quale ha dichiarato che la legge spagnola non è conforme alle direttive europee per la tutela dei consumatori del 1993. Dopo due anni e mezzo di lotta, il verdetto arriva lo scorso 13 marzo: “Poi – ha concluso sorridendo il legale – c‘è stato un problema: non riuscivamo ad aprire il documento con la sentenza, nonostante mi fosse stato inviato direttamente da Lussemburgo. Ma alla fine, quando riuscimmo ad aprire il documento, andai direttamente a leggere il verdetto e (vidi che)avevamo vinto!”

Dionisio e Mohamed sanno che hanno vinto soltanto la prima battaglia ma non per questo si arrendono. La vera vittoria arriverà quando riusciranno a farsi ridare l’appartamento di Mohamed pignorato dalla banca.

Beatriz Beiras, euronews:
“Siamo in collegamento con il terzo protagonista di questa storia, il giudice José María Fernández Seijo, che è a Barcellona. Benvenuto. Lei è giudice presso il tribunale del Commercio di Barcellona, quello presso cui il signor Mohamed Aziz ha presentato una domanda contro la Cassa di Catalogna perché ha ritenuto abusiva una clausola del contratto del suo mutuo ipotecario e ha chiesto l’annullamento dell’ingiunzione di sfratto dalla sua abitazione. Perché Lei si è rivolto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea?”

José María Fernández Seijo:
“Fondamentalmente perché il sistema in Spagna che porta allo sfratto contiene elementi che fanno pensare che sia ingiusto. Vale a dire che il consumatore non si può difendere correttamente davanti a uno sfratto”.

euronews:
“Il 14 marzo la Corte di Giustizia dell’Unione europea si pronuncia a favore del signor Aziz. Quali effetti pratici avrà per lui tutto questo, lui che ha perso la sua casa?”

José María Fernández Seijo:
“L’effetto sarà quello che occorrerà esaminare se il mutuo aveva o meno clausole abusive e se lo sfratto dal suo appartamento sia stato o meno deciso correttamente dal tribunale che si è occupato del procedimento”.

euronews:
“Il numero di sfratti in Spagna è drammatico. Cosa cambierà a partire da ora per coloro che ne sono colpiti e, in futuro, per chiunque possa chiedere un mutuo ipotecario in Spagna?”

José María Fernández Seijo:
“La Spagna è in ritardo di vent’anni nel recepire la Direttiva comunitaria sulla protezione dei consumatori. Ora il cambiamento sarà per prima cosa che il giudice avrà più competenze per rivedere i procedimenti e avrà l’obbligo di eliminare quelle clausole, quelle condizioni giudicate abusive in materia di interessi, in materia di clausole suolo, sulle circostanze in cui il contratto è stato firmato. Ciò significa che quando verrà approvata la riforma ci sarà un cambiamento sostanziale nel panorama dei consumatori che d’altra parte è assolutamente tipico in Europa”.

euronews:
“Clausola suolo? A cosa si riferisce? Cosa intende?”

José María Fernández Seijo:
“A quelle clausole per le quali, anche se si abbassano i tassi di interesse la banca si tutela tramite il pagamento di un tasso fisso.
In modo che anche se l’Euribor è a un punto percentuale, la banca si tutela grazie a interessi superiori al 4.5 o 5%. E di fatto la Corte di Cassazione, qualche settimana fa già ha detto che le clausole suolo di entità finanziaria importante non sono valide e per tanto vanno eliminate”.

euronews:
“Un’ultima cosa, come giudice, come si sente davanti a un pronunciamento simile che arriva da un tribunale europeo e che contraddice la legislazione spagnola? È certo che la legge ipotecaria spagnola è del 1909?”

José María Fernández Seijo:
“La legge ipotecaria è del 1909. Quel che succede è che la legge sugli sfratti è del 2000. E ciò che è triste è che nel 2000, quando venne riformata la Legge di procedura civile non si tenne conto della normativa comunitaria. E, d’altra parte, come giudice spagnolo sono molto soddisfatto che un tribunale di giustizia europeo stabilisca norme che possano essere applicate non solo in Spagna ma in tutta l’Unione europea. Credo che la Corte europea agisca in modo che tutti possiamo contribuire a creare un’Europa solidale e un’Europa che difenda gli interessi dei consumatori”.