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Pyongyang celebra la dinastia, Seul "lancio missili imminente"


Corea del Nord

Pyongyang celebra la dinastia, Seul "lancio missili imminente"

Dopo Corea del Sud e Stati Uniti, anche il Giappone dichiara lo stato di allerta. A Tokyo, le batterie anti-missile sono pronte ad intercettare i Musudan a medio raggio che la Corea del Nord avrebbe già orientato sulle rampe di lancio.

Pyongyang starebbe, inoltre, spostando ripetutamente il suo arsenale per confondere l’intelligence di Seul, mentre la tv di Stato usa toni di guerra fuori dal tempo: “Le nostre armi sono pronte e le coordinate esatte – dice un’annunciatrice – Bisogna solo premere il pulsante e le fortezze dei nostri nemici saranno avvolte da un mare di fiamme”.

I servizi segreti sudcoreani sostengono la tesi di un lancio a breve, tanto che il governo di Seul sta ultimando il rimpatrio di tutti i lavoratori del complesso di Kaesong, fino a ieri unica esperienza di gestione congiunta fra le due Coree.

A Pyongyang la retorica del regime lavora a pieno ritmo. Il governo nordcoreano si pone, agli occhi dei suoi cittadini, come il paladino della libertà contro l’imperialismo:

“La situazione attuale è che gli Stati Uniti stanno cercando di invadere il nostro Paese, stanno cercando di avviare una guerra nucleare – sostiene Choe Yong Ok, un’abitante della capitale nordcoreana – Ma sotto la cura amorevole del nostro maresciallo Kim Jong-un ci prepariamo a celebrare il ‘Giorno del Sole’”.

Celebrazioni che sono alla base della retorica militare di cui si nutre il regime. L’escalation di minacce è stata interrotta dal primo anniversario dell’elezione di Kim Jong-un a segretario del Partito dei Lavoratori. Una giornata di tripudio propagandistico in attesa del prossimo 15 aprile, anniversario della nascita di Kim Il-sung, nonno dell’attuale leader.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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