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Il dibattito sull'austerità diventa un'opera lirica presentata a Tallin


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Il dibattito sull'austerità diventa un'opera lirica presentata a Tallin

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Austerità o crescita? Il dilemma a cui è appeso il futuro economico dell’eurozona diventa un’opera lirica. Nostra Culpa ha debuttato domenica sette aprile alla Blakheads House di Tallin, in Estonia. Due atti, sedici minuti, nasce da uno scambio di battute tra un Premio Nobel per l’economia e un capo di Stato.

L’estate scorsa, l’editorialista del New York Times Paul Krugman aveva messo in discussione il modello estone per uscire dalla crisi. Il presidente dell’Estonia, Thomas Hendrik Ilves, gli aveva risposto per le rime via twitter.

Il dialogo è stato musicato dal compositore Eugene Birman: “E’ uno scambio di battute talmente teatrale e così vivace che è stato molto facile metterlo in musica. E’ poesia nel senso alto del termine. C‘è del dramma e ci sono tanti sottointesi: scrivere questo pezzo mi ha dato un senso di liberazione”.

L’opera è eseguita dalla Tallin Chamber Orchestra e dalla mezzo soprano Iris Oja, che interpreta le battute di entrambi i personaggi.

Il giornalista statunitense Scott Diel, residente in Estonia, è autore del libretto e dice di non voler prendere parte nella disputa tra rigore e rilancio: “Non sono un economista, ma semplicemente un lettore informato, quindi preferisco non giudicare. Sarà il pubblico a decidere chi ha gli argomenti vincenti in questo dibattito”.

Come altri paesi europei, anche l’Estonia è stata investita dalla crisi finanziaria nel 2009, e la sua economia si è contratta quell’anno del 14%. I sacrifici imposti dal governo di centro destra hanno favorito un ritorno alla crescita già a partire dal 2010.

Secondo Krugman, tuttavia, parlare di trionfo economico è esagerato. Di certo, dato lo scarso successo della terapia di austerità in altri paesi europei, il dibattito resta aperto.

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