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Gioco d'azzardo: il modo migliore per vincere è non giocare


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Gioco d'azzardo: il modo migliore per vincere è non giocare

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In Europa il gioco d’azzardo non conosce crisi. Gli italiani nel 2011 hanno speso quasi 80 miliardi di euro rincorrendo il sogno di una vincita.

Con le slot machines e i video poker ormai presenti in quasi ogni bar, gli habitué delle scommesse si sono moltiplicati, anche tra i giovanissimi. In alcune regionali italiane, sono stati avviati progetti per prevenire le dipendenze. In questo finto casinò di Trento, il matematico Paolo Canova e il fisico Diego Rizzuto, creatori del programma “Fate il vostro gioco”, incontrano gli studenti.

Paolo Canova: “Il gioco è vietato ai minori di 18 anni in Italia, quindi ci aspettiamo, teoricamente di avere di fronte delle persone che non conoscono il gioco. In realtà, cosa succede: i giovani conoscono benissimo il gioco e quando parliamo delle slot machine, piuttosto che del win for life, del gratta e vinci o del pocker, ci accorgiamo che ne sanno più di noi”.

Con l’aiuto di calcoli statistici e un po’ di senso dell’umorismo, si cerca di far capire ai più giovani che ogni gioco è pensato per favorire in una certa misura il banco. Non fanno eccezione le lotterie, come il popolarissimo Superenalotto che promette vincite milionarie.

Canova: “Qual è la probalità che, se penso a 6 numeri, questi 6 numeri saranno quelli che verranno estratti questa sera al Superenalotto e quindi saranno i numeri vincenti del Superenalotto? Una su 622.614.630. Quindi è molto più probabile che la terra venga distrutta da un asteroide nel 2036 piuttosto che la mia sia la sestina vincente al Superenalotto”.

L’esperienza di Trento sarà ripetuta in altre regioni, a cominciare dal Piemonte, dove i due ricercatori sono stati invitati a tenere seminari in una cinquantina di scuole.

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