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Barroso: "La Slovenia non è Cipro"

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Barroso: "La Slovenia non è Cipro"

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La Slovenia cerca di evitare di chiedere aiuto all’Europa per uscire dalla crisi bancaria, ma la strada diventa più erta, dopo che l’Ocse ha detto che Lubiana potrebbe aver sottovalutato la reale entità del salvataggio.

Il premier slovacco Alenka Bratusek è andata a Bruxelles, dove ha ribadito che Lubiana è pronta a risolvere i problemi da sola, ma che per i conti pubblici c‘è bisogno di più tempo: “Ritengo sia problematico stabilizzare le nostre finanze pubbliche entro il 2015. Questa data è troppo ottimistica, vista l’attuale situazione economica e il livello del deficit. Ma il consolidamento dei conti è certamente una delle tre nostre priorità”.

Quattro giorni fa, Fitch ha declassato cinque istituti bancari sloveni, tra cui le due banche maggiori, NLB e NKBM, che secondo le stime dell’agenzia di rating hanno bisogno di una ricapitalizzazione da 1,6 miliardi di euro.

“La Slovenia è un Paese in cui la dimensione del settore finanziario rispetto al Pil è relativa ed è più piccola rispetto agli altri Paesi europei. Paragonare la Slovenia a Cipro è un abuso”, ha detto il presidente della Ue Josè Manuel Durao Barroso.

Il Paese è anche in preda a una grave recessione economica e il governo fatica a vendere i titoli di Stato. All’ultima asta Lubiana è riuscita a vendere soltanto 56 dei 100 milioni previsti, con rendimenti in netta crescita saliti al 2,99% sui tassi annuali.