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L'eredità di Margareth Thatcher: un bilancio che divide il Regno Unito

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L'eredità di Margareth Thatcher: un bilancio che divide il Regno Unito

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Quella di Margaret Thatcher è un’eredità politica che tutt’ora divide la Gran Bretagna. La svolta radicale che ha impresso al paese ha fatto aumentare le disparità sociali. Eppure, fanno notare i suoi sostenitori – se nel Regno Unito la crisi ha falciato meno posti di lavoro rispetto al resto d’Europa, è merito anche della flessibilità introdotta negli anni Ottanta.

“Il senso della sua attività – afferma l’ex ministro alla Salute Kenneth Clarke – si può riassumere nel passaggio a un’economia di mercato, e nell’abbandono di quel fardello che ci trascinavamo dietro, fatto di vecchie aziende in perdita e norme assurde che all’epoca regolavano le imprese pubbliche. Mise mano alle professioni, alla City di Londra, era convinta che ognuno dovesse assumersi la responsabilità per come faceva le cose. E guardandomi alle spalle, credo che sia stata soprattutto una modernizzatrice”.

La deregulation del settore finanziario avviata dal governo Thatcher nel 1986 permise alla City di Londra di rafforzarsi come prima piazza finanziaria d’Europa. Ma anche questo ha avuto un prezzo, secondo l’ex sindaco di Londra, Ken Livingstone: “La crisi che viviamo oggi è un lascito del Thatcherismo, come la crisi negli Stati Uniti è un lascito di Reagan. Abbiamo bisogno di una società più giusta, di investire in un’economia altamente specializzata. Non c‘è via d’uscita senza queste cose”.

Le privatizzazioni in ambito energetico, nel trasporto aereo e nelle telecomunicazioni hanno favorito la nascita di potenti gruppi industriali. Ma non sempre hanno prodotto benefici per i consumatori, in barba alla concorrenza.

Una cosa è certa: quello che un tempo era un approccio radicale, oggi è l’ideologia dominante in buona parte del mondo.