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Portogallo verso "drastici" tagli alla spesa per rispettare obiettivi del patto con l'Ue

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Portogallo verso "drastici" tagli alla spesa per rispettare obiettivi del patto con l'Ue

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Dopo due anni di austerità, il governo di Lisbona potrebbe essere prossimo a chiedere un nuovo piano di aiuti.

La bocciatura da parte della Corte costituzionale portoghese di alcune misure inserite nella legge di bilancio 2013 e giudicate discriminatorie costringe il premier Passos Coelho ad annunciare nuovi drastici tagli alla spesa pubblica.

“Nessuno può negare che la decisione della corte avrà gravi conseguenze per il paese”, ha detto il primo ministro, precisando che la sentenza è stata resa nota a meno di una settimana dalla probabile chiusura di un importante accordo tra il Portogallo e i suoi creditori internazionali. Un’intesa grazie alla quale il premier sperava di ottenere una dilazione per il rimborso dei debiti contratti.

I margini di manovra sono limitati. Con un debito pubblico pari al 124% del Pil e un’economia che potrebbe contrarsi del 2,3% nel 2013, l’obiettivo di ridurre il deficit al 5,5% si fa più lontano.

Per rispettare gli impegni con l’Europa, l’esecutivo deve trovare circa 1,3 miliardi di euro che contava di raccogliere attraverso le misure bocciate dalla corte: ovvero la soppressione della quattordicesima per i funzionari pubblici, i tagli alle indennità di disoccupazione e quelli alle pensioni. Peccato che dopo due anni di rigore ci sia rimasto poco da tagliare.