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Montenegro: una presidenza per due contendenti

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Montenegro: una presidenza per due contendenti

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Post elezioni contrastato in Montenegro. Il presidente uscente, il socialista Filip Vujanovic, rivendica la vittoria.

Ma per l’altro, unico candidato, l’ex ministro degli esteri Miodrag Lekic, si tratta di un furto elettorale, di un colpo di stato.

Indipendente dal 2006, la piccola repubblica balcanica, poco più di 650 mila abitanti, è andata alle urne in piena crisi economica, colpita anche da criminalità e corruzione dilaganti. Tutti ostacoli sul cammino verso l’Europa intrapreso lo scorso giugno e che il nuovo capo di stato dovrà affrontare.

“Chiunque vinca, mi sta bene. Basta che ci dia più posti di lavoro”, afferma Milica Vujacic, di Podgorica, “Io sono disoccupata e, che ci crediate o meno, non ho neppure di che comperarmi il pane.”

“Le cose non si risolveranno qui in Montenegro”, commenta Petar Djurovic, “Soltanto quando l’Unione europea farà pressione, questo paese avrà il suo presidente in modo legale”.

Gli osservatori parlano di falle nel sistema elettorale, mentre L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce)invita ad attendere con responsabilità l’imminente verdetto ufficiale della Commissione elettorale.