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Margaret Thatcher: il coraggio e la sofferenza della "Lady di Ferro"

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Margaret Thatcher: il coraggio e la sofferenza della "Lady di Ferro"

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“Non mi piace stare all’opposizione: preferisco avere la possibilità di passare all’azione.

E Margaret Thatcher era senz’altro una donna di azione. Nata nel 1925, figlia di un droghiere, fa irruzione nella vita politica nel 1959, quando viene eletta per i conservatori alla Camera dei comuni, ricoprendo, fra l’altro, il ruolo di ministro dell’Istruzione e delle Scienze nel governo Heath. Dopo la sconfitta conservatrice del 1974, sfida Heath per la leadership del suo partito e la conquista nel 1975. Quattro anni dopo conduce il partito alla vittoria. Ma la sua ricetta per fermare il declino economico britannico e di ridurre il ruolo dello Stato nell’economia prevede la chiusura delle miniere, che provoca un’ondata di proteste.

Rinfrancata dal successo della sua politica sulle isole Falkland nel 1982, conduce i conservatori ad una grande vittoria alle elezioni del giugno 1983. Nuovamente vittoriosa nel giugno del 1987, diventa il primo premier britannico nel ventesimo secolo ad ottenere tre mandati consecutivi.
La sua politica anticomunista e ultraliberista la avvicina al presidente americano Ronald Regan, con il quale coltiva una intensa amicizia. Insieme a Regan, progetta l’apertura pragmatica verso Mosca e prova una immediata simpatia per Mikhail Gorbatchev.

Sul piano europeo, il thatcherismo si traduce in continue battaglie per difendere la sovranità britannica. Nel 1984 con la famosa frase “I want my money back” ottiene di far rientarre in patria un miliardo di sterline all’anno di contributi europei versati.

Nel 1990 lascia Downing Street, dimettendosi, in piena crisi del Golfo, soprattutto a causa di alcuni contrasti sorti nel partito sulla sua politica fiscale e sul suo euroscetticismo. Il timone passa a John Major. E’ la fine dell’era Thatcher, ma la Lady di ferro, diventata baronessa con un seggio alla camera dei Lord, continuerà a far parlare di sè per un decennio, fino a quando comincia a trapelare la notizia che è stata colpita da demenza senile.

Negli ultimi anni si ritira a vita privata, ma non manca di porgere l’estremo saluto a Reagan, amico e alleato di sempre, con il quale condivide anche il triste destino di soffrire di una malattia invalidante, l’Alzheimer.
Continua a far parlare di se, in particolare per le ricorrenti visite fatte ad Augusto Pinochet, l’ex-dittatore cileno accusato di crimini contro l’umanità dal giudice spagnolo Garzon. Nel dicembre 2006 si dice profondamente rattristata per la morte di Pinochet.

La malattia avanza ed è più volte ricoverata in ospedale. Una delle sue ultime apparizioni in pubblico è a Downing Street il 13 settembre del 2007, quando viene invitata da Gordon Brown.

Nell’agosto del 2008, la figlia Carol ammette davanti alla stampa che la madre dal 2000 soffre di demenza senile e ha continue perdite di memoria. Uno choc per i Britannici che l’abbiano amata od odiata, ma che non ha mai lasciato indifferenti, e che ora vedono piegarsi la loro prima e unica primo ministro donna, la loro lady di ferro.

Nel 2009 viene ricoverata in ospedale per una frattura al braccio.
Una delle sue ultime apparizioni risale al 2010: il premier britannico David Cameron la invita nuovamente a Downing Street.

La storia della sua vita (e della sua sofferenza) è diventata un film nel 2011: “The Iron Lady”, diretto da Phillida Lloyd. Meryl Streep ha portato sullo schermo il doloroso cambiamento di Margaret Thatcher, duramente provata dalla malattia.