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Fallito in parte il cyber attacco di Anonymous contro i siti internet israeliani

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Fallito in parte il cyber attacco di Anonymous contro i siti internet israeliani

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È riuscito solo parzialmente il cyber attacco degli hacker di Anonymous contro i siti web israeliani. L’offensiva ha causato rallentamenti e qualche blocco, ma non l’oscuramento totale. L’operazione, denominata “#OpIsrael”, era stata decisa per denunciare – testuali parole – “la situazione umanitaria a Gaza, simile all’Olocausto”.

Secondo l’esperto di tecnologia web Roni Bachar, la scelta della data non è causale:
“Hanno deciso di fissare per il 7 aprile il giorno dell’attacco, perché coincide con la commemorazione dell’Olocausto” spiega Bachar. “Hanno iniziato colpendo i siti di piccola e media grandezza. Non ci risulta che ne siano stati attaccati altri più grandi, così come non sono stati danneggiati quelli più importanti del governo”.

Sul web è stato pubblicato un elenco dei siti colpiti, tra cui quello del Ministero della Difesa, dell’Ufficio Centrale di Statistica, della Borsa e del Ministero delle Finanze.

“Abbiamo on line una mappa di tutto il mondo. La gente sta postando messaggi di allerta riguardo agli attacchi subiti da Anonymous. È poi disponibile una mappatura con i dati sugli hacker di questo gruppo. Di conseguenza possiamo riunire informazioni su tutte le persone che usano Anonymous e su quello che fanno in tempo reale su questo sito”.

L’obiettivo di cancellare Israele dal cyberspazio non ha dunque avuto il successo sperato, così come era accaduto nel caso di un precedente attacco messo in atto nel novembre 2012, costitutito da oltre 60 milioni di tentativi di hacking.